Bicchieri da cocktail
Ogni cocktail deve essere servito in un particolare bicchiere, in grado di valorizzarne le caratteristiche: per molti drink, in particolare per i sessanta cocktail internazionali codificati dall'IBA, nella ricetta stessa è indicato quale deve essere il bicchiere di servizio. La scelta del bicchiere corretto è indice di senso estetico e cura del particolare; è molto importante prestare attenzione a non toccare mai il bordo dei bicchieri con le dita: occorre sempre sollevarli tenendoli dallo stelo oppure dal fondo. Di seguito presenteremo una panoramica dei principali bicchieri da cocktail, anche se difficilmente sarà possibile procurarseli tutti: quelli fondamentali sono la coppetta da cocktail, il tumbler basso, il tumbler alto e la flûte.
Coppetta da cocktail
È la classica coppa Martini, di forma triangolare e dal lungo stelo. Ha una capacità di circa 100ml ed è utilizzata in particolar modo per gli short drink alcolici serviti senza ghiaccio: l'ampia superficie di questo bicchiere è infatti in grado di mettere in evidenza gli aromi e il colore che caratterizzano la bevanda.
Doppia coppetta da cocktail
Questo bicchiere ha una forma identica alla coppetta da cocktail, ma una grandezza e una capienza superiori: è infatti in grado di contenere una dose quasi doppia di liquido (circa 200ml). È utilizzata per cocktail serviti senza ghiaccio, preparati con ingredienti non eccessivamente alcolici (come succhi di frutta o vini).
Flûte
È il clasico bicchiere nel quale vengono serviti gli sparkling e gli spumanti o champagne secchi in genere (che hanno bisogno di liberare lentamente l'anidride carbonica). Ha una forma slanciata, con stelo corto e sottile e un calice molto stretto e allungato, in grado di trattenere aromi e bollicine.
Tumbler basso o old fashioned
Bicchiere cilindrico, basso e largo, della capienza di circa 180 ml. Grazie alla sua capacità di contenere una discreta quantità di cubetti, viene utilizzato per servire liquori on-the-rock e short drink che richiedono la presenza di ghiaccio (come, per esempio, il Negroni). Ha una capienza di circa 200 ml. Quasi sempre il cocktail viene miscelato direttamente nel bicchiere.
Tumbler medio
Bicchiere dalla forma al tumbler basso, leggermente più alto e dalla capienza di circa 240 ml. È utilizzato per servire medium drink contenenti ghiaccio (come Mojito o il Caipiriña) o cocktail che richiedono l'aggiunta di soda (come l'Americano).
Tumbler alto o Delmonico
Ancora più alto del bicchiere precedente, è in grado di contenere circa 350 ml di liquido. È il bicchiere ideale per servire long drink (in particolar modo quelli poco alcolici, serviti con ghiaccio nei periodi estivi). Viene anche detto Delmonico, dal nome del locale che per primo né lanciò la moda.
Bicchiere per Irish Coffee
È un bicchiere a calice leggermente bombato, della capacità di circa 180 ml, indicato per servire Irish Coffee e altri hot drink (come punch o grog): il gambo consente infatti una presa sicura senza che ci si scotti le dita.
Bicchiere per punch
Bicchiere specifico per il servizio del grog o del punch caldo, di vetro resistente e con manico in struttura metallica, per consentire un'impugnatura sicura anche in presenza di liquidi bollenti. In alternativa può essere utilizzato anche il bicchiere per Irish Coffee.
Le regole dei cocktail
Inizialmente non esistevano norme fisse che regolamentassero la preparazione dei cocktail; le prime norme generiche, alcune delle quali sono valide ancora oggi, vennero stabilite nel 1930 dal Savoy Cocktail Book.
L'origine del brindisi
Una leggenda vuole che il termine "brindisi" sia dovuto a un'usanza diffusa tra i giovani Romani delle famiglie patrizie, in partenza per la Grecia per il perfezionamento della loro educazione: pare che i partenti si imbarcassero a Brindisi dopo una cena di saluto che terminava con augurali libagioni.