Cronologia
- 1799. Alessandro Volta inventa la pila e ne dà notizia con lettera del 20 marzo 1800 a Sir Joseph Banks, presidente
della Royal Society di Londra. Inizia così un vasto lavoro di ricerca e perfezionamento di generatori elettrochimici.
- 1820. Il fisico danese Oersted osserva il campo magnetico provocato dal passaggio della corrente elettrica in un filo
metallico.
- 1831. L'inglese Faraday scopre il fenomeno complementare a quello precedente, ossia la corrente indotta nel filo quando
questo si muove in un campo magnetico.
- 1837. Un americano, Thomas Davenport, brevetta (e forse costruisce) un veicolo elettrico funzionante con un rudimentale
motore costituito da una elettrocalamita ed un arpionismo. Il brevetto reca il numero 132 e la data del 25 febbraio 1837.
- 1839. Uno scozzese, Robert Davidson, costruisce un veicolo elettrico, che secondo altre fonti risalirebbe al 1837.
- 1860. Il francese Gaston Planté inventa la batteria al piombo-acido solforico, poi perfezionata da Camille Fauré.
- 1873. Il belga Z.T. Gramme presenta a Vienna i primi esemplari industriali della dinamo e del motore a corrente
continua realizzati sperimentalmente da Pacinotti, Pixii, Saxton ed altri.
- 1881. Il francese Gustave Trouvé gira a Parigi con un triciclo elettrico dotato di due motori per le ruote posteriori.
- 1882. Il 29 aprile a Berlino si sperimenta un autobus elettrico sulla Kurfürstendamm tra Halensee e Charlottenburg.
- 1889. Thomas Edison sperimenta un veicolo elettrico spinto dalle batterie alcaline di sua invenzione.
- 1892. Giuseppe Carli, di Castelnuovo di Garfagnana, costruisce un triciclo elettrico a due posti, con motore da 1 CV e
che, completo di batterie pesava appena 140 kg.
- 1895. Il francese Jeantaud produce e vende vetture elettriche con autonomia di 30 km e velocità massima di 20 km/h.
- 1897. Servizio di taxi elettrici della London Electrical Cab Company con 15 vetture; anche a New York inizia un
servizio analogo con 100 vetture della Electric Vehicle Company.
- 1898. Una vettura Jeantaud guidata dal conte Chasseloup-Laubat nel mese di dicembre stabilisce il primo record mondiale
di velocità per automobili ad Achères presso Parigi, battendo gli altri veicoli a vapore ed a benzina, con la velocità
di 63,157 km/h.
- 1899. Il 29 aprile ad Achères, il belga Camille Jenatzy con la sua vettura elettrica speciale Jamais Contente,
stabilisce il record di velocità per autoveicoli alla media di 105,88 km/h.
- 1901. Un'auto elettrica viene raffigurata in un francobollo degli Stati Uniti: si tratta della Baker Brougham usata
anche per il recapito della corrispondenza.
- 1902. La vettura elettrica Torpedo di Walter Baker tenta di battere il record di velocità il 30 maggio a Staten Island
presso New York: non ci riesce a causa di un incidente ma il pilota ed il meccanico si salvano grazie all'uso, per la
prima volta nella storia dell'auto, delle cinture di sicurezza.
- 1917. Negli Stati Uniti viene effettuata una prova di autonomia per veicoli elettrici, uno dei quali percorre i circa
200 km tra Atlantic City e New York alla media di 33 km/h.
- 1931. Cessa la produzione della Detroit Electric, ultima automobile elettrica prodotta in serie negli Stati Uniti.
- 1939. L'Inghilterra è l'unico Paese dove prospera una industria produttrice di veicoli elettrici industriali, con una
decina di fabbriche. Le prove eseguite con veicoli per consegne porta a porta mostrano un sensibile vantaggio dei veicoli
elettrici rispetto a quelli a benzina o a trazione animale.
- 1958. Prima dimostrazione pratica della fuel cell ad idrogeno-ossigeno che dà adito a nuove speranze per l'auto
elettrica, tanto che la De Soto (gruppo Chrysler) propone un anno dopo il modellino di una vettura chiamata Cella I che
dovrebbe funzionare appunto con la cella a combustibile.
- 1960. A partire dagli anni Sessanta ricominciano a proliferare le proposte, gli studi e i prototipi per la produzione
di auto elettriche, sotto la spinta del pericolo di inquinamento causato dai gas di scarico. Tutte le Grandi Case
automobilistiche presentano i loro prototipi, senza contare gli inventori la cui presenza si inserisce in concomitanza
con le ricorrenti crisi energetiche.
- 1960-1970. Il decennio è caratterizzato da una sempre maggiore presenza di prototipi costruiti dalle grandi Case
automobilistiche, sia spontaneamente che su sollecitazione delle società produttrici di energia elettrica, allo scopo di
valutare il comportamento dei veicoli elettrici facendo astrazione dalla autonomia, in quanto le uniche batterie
disponibili sono quelle al piombo con una modesta capacità di accumulo. La Fiat costruisce un primo prototipo nel 1963
sulla base della 600 multipla, poi nel 1965 un altro sulla base della 1100 D, e nel 1967 un terzo sulla base della 850.
Ci sono anche prototipi giapponesi (Toyota Corona), della Ford, della Westinghouse (la Markette, forse la più brutta
auto mai vista). La Ghia di Torino costruisce un bellissimo prototipo per la Rowan, un gruppo statunitense che avrebbe
dovuto sviluppare una batteria dalle prestazioni mirabolanti. Purtroppo mai vista. Nel 1968 una monoposto da record
costruita dalla Ford-Autolite porta il record sul chilometro lanciato per auto elettriche a 223 km/h.
- 1970-1980. Nel 1971 viene prodotta la Enfield in Inghilterra, Paese dove esiste una forte tradizione di veicoli
per distribuzione merci e raccolta rifiuti; la Enfield viene prodotta in piccola serie per qualche anno. Nello stesso
anno Georg von Opel con una Opel coupè trasformata stabilisce un record per auto di serie a 188 km/h utilizzando le
batterie al nichel-cadmio. Vengono presentati numerosi prototipi, sia da privati sia dalle Case: la Volkswagen
presenta la versione elettrica del transporter nel 1972, la Fiat la X1/23, veicolo progettato ad hoc per la trazione
elettrica, e un anno dopo (1973) una 850 familiare con motore a corrente alternata. Nel 1974 la MAN sperimenta nel
traffico di Mönchengladbach una flotta di 20 autobus caratterizzati dal rimorchio con 4 tonnellate di batterie che si
può sostituire in pochi minuti, allungando l'autonomia. Altra realizzazione di interesse è la Jeep elettrica, fatta dal
costruttore American Motors per le poste statunitensi nel 1975: costo 5595 dollari di allora, 300 unità prodotte oltre
a numerosi altri prototipi. Nel 1980 la General Motors annuncia ufficialmente di essere pronta a partire nel 1985 con
la produzione di 100 mila unità all'anno di un coupè elettrico azionato con batterie al nichel-zinco. Previsione
classicamente sbagliata. Negli anni '80 compaiono anche i prototipi ad energia solare, molto leggeri e monoposto, con
praticità nulla dal punto di vista della motorizzazione generale, ma che daranno il via ad una serie di gare di durata,
prima fra tutte la transaustraliana del 1987, la cui prima edizione viene vinta dal Sunraycer della GM dal costo
presunto di 7 miliardi di lire (di allora).
- 1980-1990. Nel 1981 la Piaggio mette in vendita la prima serie Ape car elettrica; costruiti circa 300 esemplari per
amministrazioni pubbliche con elevata sensibilità ecologica: il problema dell'inquinamento dell'aria batteri dai motori
a combustione è molto sentito, specie in USA, Svezia e Germania. Nel 1989 la Peugeot presenta la 205 elettrica.
Nel 1990 l'Audi presenta l'Audi Duo, un approccio serio al problema dell'autonomia, basato su una giardinetta di serie
4x4 in cui viene mantenuto il gruppo propulsore anteriore con motore ternico e viene collegato un motore elettrico al
ponte posteriore. Sempre nel 1990 la Fiat, prima grande marca al mondo, mette in vendita la Panda Elettra regolarmente
a catalogo con le versioni a benzina; ne sono state costruite 250 della prima serie, cui ha fatto seguito la seconda
serie migliorata.
- 1990-1995. Nel 1991 viene publicizzata ancora la batteria sodio zolfo della ABB che inventata dai laboratori Ford nel
1965 era arrivata ad un buon livello energetico e lasciava bene sperare; ma i problemi di sicurezza l'hanno fatta
ettere da parte spodestata dalla batteria Zebra della AEG nel settore delle batterie calde. Nel 1990 e nel 1991 la
General Motors presenta due versioni successive del prototipo Impact, con progressiva riduzione delle prestazioni
annunciate quando si capiva che nuovi tipi di batterie di maggiore contenuto energetico non sarebbero state disponibili
sul mercato.
Poi, fino ad oggi. Cresceva intanto il numero di prototipi in vista dell'avvicinarsi della data fatidica del 1998
quando le norme californiane avrebbero imposto alle grandi Case la vendita di almeno il 2% di auto elettriche con il
progressivo aumento fino al 10%. Citiamo tra le proposte oltre alla Impact GM, il Chrysler Minivan del 1991, la Renault
Elektro Clio dello stesso anno, così come la Opel Impuls su base giardinetta Astra, la Volvo ECC avveniristico veicolo
ibrido a turbina, il prototipo Bertone Blitz, il Bertone Blitz del 1992, le Ford Ecostar, da furgoncino Escort, e
Connecta, vettura originale, il curioso prototipo Biga di Giugiaro con sistema ibrido, e la Renault Zoom che in mancanza
di meglio si accorcia per parcheggiare. Nel 1993 cominciano a circolare notizie su un prototipo Montedison, con una
batteria innovativa: si saprà poi che è una fuel cell zinco-aria su un brevetto israeliano,che cadrà però nel nulla
Gli italiani nel 94-95 danno ottime prove: la Fiat con la ZIC una vettura da ricerca molto raffinata per i materiali
e le tecnologie impiegate: Bertone ottiene prima il record dell'ora con 199,882 km percorsi sulla pista di Nardò dalla
ZER, vettura da record e poi il 21.5.95 sulla stessa pista il record assoluto di velocità per auto elettriche con 303,
977 km/h. La Pininfarina presenta a Los Angeles nel gennaio '95 la Ethos 3 EX un prototipo perfettamente fattibile con
scocca in materiali sintetici e struttura in alluminio.